Le acque più inquinate d’Italia

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L’inquinamento è un fenomeno davvero pericoloso, non solo per la salute dell’ambiente, ma anche per la sopravvivenza dell’uomo. Quando l’inquinamento colpisce le acque che beviamo, intaccando direttamente le falde acquifere dalle quali preleviamo l’acqua, la situazione può diventare molto grave.

Purtroppo anche l’Italia non è indenne dal fenomeno dell’inquinamento ambientale, che colpisce foci, laghi e fiumi e il governo dovrebbe correre ai ripari, se non vuole mettere a repentaglio la salute dei suoi cittadini.

Secondo il Rapporto Nazionale pesticidi nelle acque, la maggior parte delle acque italiane contiene sostanze contaminate.

Nella maggior parte dei casi, si tratta di fungicidi e di erbicidi che vengono usati in agricoltura e poi si riversano nella terra, in profondità, sino a raggiungere le falde acquifere e divenire un reale pericolo per la salute pubblica.Tra le sostanze ritrovate nelle regioni Lombardia e Toscana, che hanno attivato una rete di monitoraggio, sono state trovate il glifosato e il suo metabolita AMPA.

Molto diffusi nei corsi d’acqua italiali sembrano essere anche i neonicotinoidi, per lo più riscontrati nelle acque in superficie e in quelle sotterranee. Sono tanti i fiumi e le falde acquifere dalle quali si trae acqua potabile che sono particolarmente contaminati. E’ il caso per esempio della falda che si trova tra Vicenza, Verona e Padova, quella di Solofra ad Avellino e quella collegata con il lago Alaco in Calabria.

Le regioni italiane che hanno le acque più inquinate sono l’Umbria, in cui si segnalano ben tre comuni; il Lazio, con 91 città in cui si sono riscontrate falde inquinate; la Toscana, il Trentino e la Lombardia. Le foci del Tevere sono molto inquinate, così come il lago di Iseo e Varese ed il fiume Seveso, in Lombardia. In Puglia, la falda è inquinata dall’ILVA mentre in Toscana il problema sono i 225 km di tubature realizzati in eternit.

Ma cosa succede quando si beve acqua inquinata?

Per prima cosa si potrebbe verificare un’intossicazione, i cui sintomi dipendono anche dal tipo di patogeno coinvolto. Se l’acqua dei fiumi che si sta bevendo è contaminata dal batterio Escherichia Coli, per esempio a causa del riversamento di feci infette in acque, fiumi, riversamenti idrici, i sintomi sono diarrea anche emorragica, crampi all’addome, nausea e vomito.

Soprattutto nei bambini, i sintomi possono essere più evidenti e pericolosi che negli adulti.La presenza di nitrati nell’acqua potabile può anche essere fatale, specie per i bambini.

Il cadmio, che si trova in alcuni fanghi usati come fertilizzanti, può essere assorbito nelle piante e può provocare diarree e danneggiamento a reni e fegato.

Conseguenze ancora più gravi si subiscono se l’acqua è inquinata con metalli pesanti come piombo, cromo, arsenico o mercurio.

Le precauzioni da prendere per scongiurare un avvelenamento idrico sono principalmente due:

  1. non bisognerebbe mai e poi mai bere direttamente dai fiumi, neppure in montagna.
  2. Non si può sapere se l’acqua è inquinata e i rischi sono alti.

Prima di acquistare un’acqua, informarsi sulla sua provenienza; in genere le acque con fonti in alta montagna sono più pulite.

In Italia però, per nostra fortuna e orgoglio, ci sono anche fiumi e falde acquifere pulite e con dei valori eccellenti. E’ proprio in queste zone che si può bere l’acqua migliore d’Italia.

Rispetto agli standard europei, fiumi, laghi e mari italiani stanno meglio. Il fiume più pulito di tutta Europa, addirittura, si trova in Abruzzo, nella riserva naturale del fiume Ticino.

Si tratta del Tirino, lungo 25 km.

Anche in Sardegna si trovano fiumi estremamente puliti, inoltre l’acqua dei bacini idrici sardi è oligominerale, molto digeribile e leggera, povera di sodio. Le fonti Zinnigas sono fra le più famose dell’isola italiana.

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